sabato 12 luglio 2014

Cavadini, si ribelli! Lei (e noi) non meritiamo la mostra deserta


Sul giornale in edicola stamattina, La Provincia dava conto dei visitatori della mostra dal 28 giugno a giovedì scorso,15 giorni dopo l'inaugurazione: 1.200 persone. Significa un centinaio al giorno. Che vuol dire, in astratto, che potrebbero diventare meno di 15mila alla chiusura del 16 novembre (furono pochi di meno per il flop 2013). Una vergogna. Ma non in assoluto, e sapete perché? Perchè il torto più grande lo subirebbe (pur colpevolmente) l'assessore alla Cultura di Como, Luigi Cavadini.
Il quale, assieme al curatore Flaminio Gualdoni, ha realizzato una mostra non certo unica ma sicuramente di grande interesse e grandissimo valore culturale. Bella, insomma. E da visitare perché lo meriterebbe sul serio. Ma vedere ieri (un sabato di luglio alle 11.45 in un posto magnifico, a Lariowood!) l'ingresso deserto di Villa Olmo, il posteggio dedicato semivuoto e immondizia ad accogliere la gente era deprimente, desolante e ingiusto.


E personalmente credo che a questa ingiustizia, che mi sento di addebitare in grandissima parte ai privati che ne hanno ottenuto la gestione ma che di fatto stanno rendendo invisibile l'evento con una promozione più che lacunosa, come spiegavo in questo post, si debba rimediare. Cavadini deve rimediare smettendo di accettare supinamente e in silenzio la carenza di sostegno effettivo e percepibile della rassegna. Deve farlo per non vedere rovinato il suo ottimo lavoro e perché è una follia farsi nascondere i proprio gioielli da altri. Che, per inciso, ci guadagnano sopra.

Ps: unica consolazione di questa mattina, questi due bimbi che passeggiavano nel parco di Villa Olmo tenendosi per mano.


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