giovedì 11 settembre 2014

L'ombra di Comunione e Liberazione e Paco Sel mettono in crisi Frisoni assessore


Sul rimpasto di giunta in Comune a Como c'è un problema. Si chiama Comunione e Liberazione.

Nei giorni scorsi, infatti, ricorderete l'improvviso balzo agli onori delle cronache politiche del nome di Paolo Frisoni, affermato consulente del lavoro con una storia politica trascorsa in gran parte sotto le allora insegne della Dc, prima di una doppia trasmigrazione nell'Udc e infine in una lista civica centrista. Nella finora vana ricerca di un nuovo assessore al Bilancio dopo il tempestoso addio di Giulia Pusterla, il sindaco Mario Lucini aveva identificato in lui il tecnico giusto per la riconsegna della delega a conti e bilanci. La scelta ha già ottenuto anche il gradimento del Pd, ma in queste ore sono affiorate perplessità all'interno del gruppo di maggioranza. Anzi, a dirla tutta, i consiglieri di Paco Sel, Luigino Nessi e Vincenzo Sapere, sono pronti a dire no.

Lo dimostra il fatto che per martedì prossimo il gruppo ha chiesto e ottenuto un incontro con il sindaco per esprimere formalmente la propria contrarietà sulla scelta di Frisoni e proporre un nome alternativo per ora non noto. A quanto si apprende, il no a Frisoni sarebbe dettato da diverse motivazioni politiche e poi da un dettaglio non secondario: la sua nomina di revisore dei conti supplente all'interno della Compagnia delle Opere di Como e Sondrio, il braccio economico di Comunione e Liberazione. Ovvero la stessa area cattolico-politico-economico di cui erano espressione diretta il sindaco Stefano Bruni a Como e il governatore lombardo Roberto Formigoni in Regione.

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