lunedì 1 settembre 2014

Quando l'associazione dell'assessore Spallino irrideva le torri di Libeskind citando Totò


Questa è nulla più di una curiosità ma, come si dice in gergo, di quelle che "si fanno leggere".
Come saprete, proprio pochi giorni fa, l'assessore all'Urbanistica del Comune di Como, Lorenzo Spallino, ha diffuso - tramite ufficio stampa municipale - un comunicato nel quale garantiva il via libera all'intesa con gli "Amici di Como" per la posa sulla rotonda della diga foranea della monumentale opera dell'archistar Daniel Libeskind. Si tratta di una sorta di torre, alta pare fino ai 20 metri e larga in proporzione, che sarà un omaggio ad Alessandro Volta in vista di Expo 2015.
"Svolti i necessari approfondimenti giuridici - diceva l'assessore Spallino nella nota - la giunta ha convenuto sulla soluzione che ci configura nella donazione del progetto e nella sponsorizzazione tecnica delle opere necessarie, pur nella consapevolezza da parte di tutti di una maggior complessità sotto il profilo del procedimento". Burocratese spinto, che comunque non conteneva alcuna obiezione né personale, né collettiva alla posa della "torre" sulla diga (e finora, a Palazzo Cernezzi, nessuno pare avere alcuna obiezione in merito).


Risulta però curioso - come si diceva - che il 18 gennaio 2006, sul sito internet dell'associazione "La città possibile", di cui Spallino è stato presidente sino al 2009, sia comparso questo articolo che sostanzialmente irrideva con estremo sarcasmo "l'idea fissa di Libeskind di fare torri, per di più a coppie e contorte". E, come se non bastasse, sempre sul filo di un'ironia graffiante, si paventava l'apparizione di una sua "creatura" in città come qualcosa per nulla gradita. Anzi, da scongiurare.

Il post, facilmente recuperabile in rete, non è firmato e dunque non è svelata l'identità reale del suo autore. Sarebbe certamente curioso che fosse stato scritto dall'assessore Spallino - magari lui stesso lo svelerà - che all'epoca era la vera anima della "Città possibile" e che ora si trova a gestire le pratiche urbanistico/legali per l'impianto della torre di Likeskind davanti al lungolago.
Ad ogni modo, vi allego l'allegro sfottò all'architetto di fama mondiale, anticipando soltanto che l'estensore chiude l'articolo con una battuta diretta a Libeskind presa nientemeno che da Totò: "Ma ci faccia il piacere!". 

"Ha ragione Libeskind - 18 gennaio 2006, dal sito de La città possibile

Liberiamo la città dagli impedimenti visivi che ci vietano di vivere una esperienza completa … della città. Oltre che in piazza Verdi ce ne sono diversi ed ingombranti nella zona a lago, attorno a Villa Olmo, Villa Gallia e qualcuno, pochi in verità, nelle aree del centro. Per fortuna qualche impedimento visivo è già stato eliminato, come quelli attorno alle opere del Terragni ( un grande cedro davanti alla scuola materna Santelia e dal perimetro del Monumento ai Caduti ). Ora queste belle opere consentono un’esperienza completa. L’esperienza (leggere sospirando) sarà ancora più intensa se queste aree saranno gestite dalla Csu, come gestisce i parcheggi di piazza Volta e via Auguadri (basta sospirare). Tolti gli impedimenti visivi, anche a Como ci starebbero bene qualche torre di Libeskind, come quelle gemelle di New York o quelle approvate per Milano. Se un qualunque psicanalista legge, mi potrebbe fornire una interpretazione dell’idea fissa di fare torri di Libeskind ? A coppie e contorte per di più !Se si pensa di togliere il cedro e quei pochi giardinetti dalla piazza almeno si cambi il nome del musicista a cui è intitolata . Rossini, Toscanini, chi volete, ma non Verdi ! Oltre al danno anche la beffa direi di no. Come direbbe Totò, caro dr. architetto Libeskind ed estimatori, “ ma ci faccia il piacere”

Ps: se leggeste anche il secondo aneddoto molto simile raccontato dal consigliere Mario Molteni riguardante la scuola di via Binda, il link cliccabile è questo.

2 commenti:

  1. Caro Emanuele, non è la prima volta che da quelle parti si fa improvvisamente retromarcia. Dopo il "cambio di passo" arriva anche il "cambio idea" peraltro legittimo.....Faccio notare che sul sito dell'Associazione in data 26.11.2008 (non ricordo bene chi fosse il presidente all'epoca...) riguardo la ex scuola di via Binda venne pubblicato il seguente comunicato:
    http://cittapossibile.blogspot.it/2008/11/del-nostro-patrimonio-lex-scuola.html
    la cui chiosa finale era:"..Perché venderla? Se l'attuale giunta non sa prevederle un futuro diverso da quello che le verrebbe dato da un privato che la vede, anche grazie all'aumento di edificabilità di cui potrà godere, come un ghiotto boccone per un'ottima speculazione immobiliare, siamo capaci noi proprietari di questo bene di trovare una soluzione meno scontata ed immaginare per lei una seconda vita di cui andare fieri? Se volete andare a vedere dov'é e come sta (benissimo!) approfittatene per fare una passeggiata lungo la scalinata che la costeggia, quella che da Via Binda, angolo via Gorizia porta alla Strada per Brunate".
    RISULTATO ODIERNO: l'attuale giunta ha inserito la struttura, con enorme aumento di volumetria nel piano di dismissioni.........

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  2. Vorrei sottolineare che il progetto originario prevedeva la posa di una statua del somaini - famoso architetto comasco - l'installazione sarebbe stata certamente più sobria e avrebbe dato maggiore visibilità all'importanza dell'architettura comasca fatta da comaschi piuttosto che una pacchianata alta 20 m della quale si sa poco (p.e. quando expo sarà finito la statua di mastodontiche dimensioni che fine farà? i costi di manutenzione chi li pagherà?)

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