lunedì 13 ottobre 2014

Elezioni provinciali: ecco perché non esiste la possibilità di riconteggio immediato delle schede ma si può solo ricorrere al Tar


In questi minuti, è un fiorire di appelli al riconteggio delle schede elettorali per le elezioni provinciali.

In particolare, tengono banco i casi del seggio per il centrosinistra assegnato ad Alberto Crippa e non a Guido Frigerio, il caso simile in Forza Italia che riguarda Giuseppe Riniti (non eletto) e Marco Campagna (proclamato eletto) e la denuncia di un'altra forzista (eletta), Domiziana Giola che sostiene di essersi vista assegnati 2mila voti in più rispetto a quanto atteso (cliccando qui, le 3 vicende).
In base a questo triplice polverone, soprattutto da parte forzista si è arrivati a ipotizzare un riconteggio delle schede, che però non sembra in alcun modo possibile se non dietro ricorso al Tar.
La legge, infatti, prevede innanzitutto che l'Ufficio elettorale della Provincia possa procedere alla correzione dei risultati ufficiali soltanto in presenza di macroscopici errori strettamente materiali. Esempio virtuale: al consigliere X sono state attribuite 3 preferenze in un seggio e 9 in un secondo, ma la somma nei verbali è pari a 16. In quel caso, si può procedere a una correzione pressoché istantanea previa contestazione.

Altro caso in cui è possibile che venga svolta una specie di riconteggio è quando esistono schede materialmente contestate e provvisoriamente non assegnate. Cosa che, allo stato, non esiste: al termine delle operazioni di scrutinio, non risultano schede contestate e non assegnate per le elezioni provinciali.

Di conseguenza: per quanto riguarda i possibili (non sicuri, quindi) errori di attribuzione del voto, non esiste alcuna possibilità di riconteggio delle schede. I verbali resi noti oggi dall'Ufficio Elettorale di Villa Saporiti fanno testo a tutti gli effetti, vista la perfetta coincidenza tra tutta la documentazione esistente. Perché l'Ufficio possa procedere a un riconteggio integrale o parziale, serve una sentenza del Tar, unica autorità che può imporre la riapertura delle buste.

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